venerdì 20 gennaio 2012

Quale futuro per Carrara?

Penso sia giunto il momento di ricapitolare gli intenti precisando gli interventi da fare.
Il movente di tutta la mia tesi stà nella constatazione che la città sta morendo e nell'idea che un intervento ben studiato da parte della Pubblica amministrazione potrebbe dare alla città lo slancio per ripartire dal punto di vista economico e, quindi, sociale.
Carrara è spopolata, questo è sotto gli occhi di tutti, al di fuori degli orari d'ufficio non c'è nessuno in strada, conseguentemente gli esercizi commerciali che ancora resistono sono a loro volta chiusi, un circolo vizioso che si autoalimenta e che fa si che l'eventuale turista del fine settimana se capita in città si guarda bene dal tornarci. D'altro canto non se ne può fare una colpa agli esercenti, rimanere aperti una giornata nella speranza di un solo cliente non è ragionevole, in tempi di crisi come oggi più che mai. Eppure in occasione della "Marble week" (luglio 2011) si è vista una città riprendere improvvisamente vita: vie ingombre di persone a passeggio tra i vari allestimenti, locali affollati e negozi aperti in orario serale.
foto di Stefano De Franceschi
Cosa occorre alla città di Carrara per ripopolarsi? un elemento che dia una ragione per uscire di casa a chi abita nei dintorni e che possa attrarre turismo, con relativo denaro, anche da oltre i confini comunali.
A Carrara c'è un discreto interesse per il bello, il teatro, la lirica, la musica classica hanno sempre riscosso un notevole successo, almeno finché la città ha avuto un teatro.
Come ho già detto in precedenza Carrara, oggi, non ha più ne un cinema, ne un teatro ne un museo.

sabato 7 gennaio 2012

Pensierini: Arte, marmo, turismo e indotto

Un idea da conservare è quella di annettere all'area espositiva che verrà una (ovvia) boutique in cui vendere esclusivi oggetti di design in marmo che potrebbero essere il risultato di concorsi per giovani designer, di conseguenza creare anche un evento relativo al design, magari biennale intervallato alla "biennale d'architettura". occorre tenere a mente il "Vitra museum". Forse la produzione degli oggetti in design potrebbe essere locale, con aumento ulteriore dell'indotto.