mercoledì 9 novembre 2011

La Ferrovia marmifera

Sul territorio carrarese esiste un tratta ferroviaria abbandonata che partendo dalla stazione centrale in località Avenza portava fin sulle cave. Oggi si fermerebbe presso la località di San Martino alle porte del centro poiché andando in disuso le si è sovrapposto l'asfalto stradale. Non intendo riferire sulla storia di questa ferrovia, dato che c'è chi l'ha già fatto in modo esaustivo, nei siti che seguono è possibile trovare molte informazioni utili sull'argomento:
Il punto a cui voglio arrivare è che esiste un percorso alternativo alle vie di traffico carrabile, a bassa pendenza, integro al 90%, che con limitati interventi di ristrutturazione, la creazione di punti di salita/discesa intermedi potrebbe unire direttamente la città Carrara con Avenza e aprire la porta a un eventuale ulteriore sviluppo della rete ciclopedonale verso Marina di Carrara, la zona industriale (andare al lavoro in bicicletta, perchè no?), e, attraverso la via Aurelia, verso la città di Massa dove già esiste un valido percorso ciclabile che si interrompe proprio dove inizia il territorio carrarese.
A questo punto è bene chiarire che non è solo una mia idea, anzi la onlus FIAB, nel marzo del 2011, aveva già organizzato un'iniziativa volta a sottolineare queste possibilità, che a quanto leggo nel loro comunicato, rientrava addirittura tra gli impegni presi dall'attuale sindaco in campagna elettorale.
Esiste dunque un diffuso interesse  per la realizzazione di questo progetto, del resto l'uso di mezzi alternativi all'auto per gli spostamenti sarebbe una scelta gradita a molti, come già si vede nelle zone di Marina di Carrara e Avenza, territori pianeggianti, ma salendo verso monti la faccenda si complica non solo per ragioni di traffico veicolare che invade ogni spazio ma anche per pendenza del terreno. Se Avenza si trova a circa 15 metri sul livello del mare la "porta" di Carrara (la salita di S. Ceccardo) si trova a circa 95 metri. Per esperienza personale, dato che in adolescenza ho passato un'estate pendolando in bicicletta sul viale XX Settembre tra il centro e il mare (poi mi comprarono un motorino nda), posso dire che la tratta è impegnativa per chi non è allenato, in particolare nella tratta finale verso la città le salite si fanno faticose.
La sistemazione a pista ciclopedonale della ferrovia creerebbe un percorso, di circa 4,2 Km in leggera pendenza, che collegherebbe il centro alla stazione ferroviaria di Avenza, alternativo al viale XX Settembre un rettilineo di 3,8 Km con pendenze anche intense, irto di incroci, marciapiedi senza scivoli, auto parcheggiate, che è la principale arteria di traffico automobilistico. Possiamo inoltre  riflettere sul valore intrinseco del recupero di opere dismesse e sul fatto che la ferrovia attraversa zone residenziali del territorio e di futura espansione (Battilana), tutte valide motivazioni ad investire su questo progetto.

 
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