domenica 19 febbraio 2012

Nuova Biblioteca di Maranello

Immagini da Il giornale dell'architettura

Sul sito de "il giornale dell'architettura" ho trovato quest'architettura che mi ha molto colpito.
Cito l'articolo "Ecco la nuova biblioteca di Maranello" (edizione online, 18 novembre 2011):"Biblioteca Comunale di Maranello (MaBiC), un'«isola» leggera e trasparente costata circa 2 milioni e progettata dallo studio Arata Isozaki e Andrea Maffei, vincitori del concorso indetto dal Comune modenese nel 2007. L’edificio di due piani è studiato per accogliere eventi e iniziative culturali."

venerdì 20 gennaio 2012

Quale futuro per Carrara?

Penso sia giunto il momento di ricapitolare gli intenti precisando gli interventi da fare.
Il movente di tutta la mia tesi stà nella constatazione che la città sta morendo e nell'idea che un intervento ben studiato da parte della Pubblica amministrazione potrebbe dare alla città lo slancio per ripartire dal punto di vista economico e, quindi, sociale.
Carrara è spopolata, questo è sotto gli occhi di tutti, al di fuori degli orari d'ufficio non c'è nessuno in strada, conseguentemente gli esercizi commerciali che ancora resistono sono a loro volta chiusi, un circolo vizioso che si autoalimenta e che fa si che l'eventuale turista del fine settimana se capita in città si guarda bene dal tornarci. D'altro canto non se ne può fare una colpa agli esercenti, rimanere aperti una giornata nella speranza di un solo cliente non è ragionevole, in tempi di crisi come oggi più che mai. Eppure in occasione della "Marble week" (luglio 2011) si è vista una città riprendere improvvisamente vita: vie ingombre di persone a passeggio tra i vari allestimenti, locali affollati e negozi aperti in orario serale.
foto di Stefano De Franceschi
Cosa occorre alla città di Carrara per ripopolarsi? un elemento che dia una ragione per uscire di casa a chi abita nei dintorni e che possa attrarre turismo, con relativo denaro, anche da oltre i confini comunali.
A Carrara c'è un discreto interesse per il bello, il teatro, la lirica, la musica classica hanno sempre riscosso un notevole successo, almeno finché la città ha avuto un teatro.
Come ho già detto in precedenza Carrara, oggi, non ha più ne un cinema, ne un teatro ne un museo.

sabato 7 gennaio 2012

Pensierini: Arte, marmo, turismo e indotto

Un idea da conservare è quella di annettere all'area espositiva che verrà una (ovvia) boutique in cui vendere esclusivi oggetti di design in marmo che potrebbero essere il risultato di concorsi per giovani designer, di conseguenza creare anche un evento relativo al design, magari biennale intervallato alla "biennale d'architettura". occorre tenere a mente il "Vitra museum". Forse la produzione degli oggetti in design potrebbe essere locale, con aumento ulteriore dell'indotto.

mercoledì 7 dicembre 2011

Materiali I

Non è mai troppo presto per iniziare a pensare ai materiali per un architettura.
La scelta di un materiale ha un peso notevole all'interno di un progetto, oltre a dare sensazioni tattili e visive a chi la vive, comporta anche tutta una serie di scelte conseguenti, soprattutto nella parte tecnologica.
Essendo a Carrara e volendo stimolare l'identità cittadina, il progetto non può esimersi dall'uso del marmo e questo può essere un problema. Il marmo in architettura ha da sempre, specie in Italia, avuto un valore intrinseco di lusso, classicismo, pesantezza materica, solidità secolare e un collegamento inevitabile ai reperti d'epoca Romana. In pratica sembra quasi che con il marmo o ti limiti a fare il pavimento oppure dovresti fare un colonnato corinzio. Non è certo questo ciò che voglio, l'uso che farò del marmo deve essere più innovativo, deve sfatare questo falso mito; cosi come deve finire questa idea di Carrara città rassegnata alla sudditanza alle cave, allo stesso modo si deve offrire un nuovo modo di vedere il marmo nell'architettura.
Quello di cui parlo è già stato, ovviamente, fatto da grandi architetti.

venerdì 25 novembre 2011

Carrara oggi I

Stamani su "Il Venerdi di Repubblica" (n°1236 pagina 17) ho letto l'editoriale di Ascanio Celestini intitolato "il teatro di Carrara è la metafora dell'Italia che crolla" in cui tratta del Politeama di Carrara, rendendo noto al grande pubblico la situazione vergognosa che ai locali è nota da tempo. Di tutto l'articolo, che vale la pena di leggere per intero, riporto la parte che qui mi pare più attinente:
"Oggi non c'è né un cinema né un teatro a Carrara. Da due stagioni è chiuso anche il teatro degli Animosi per una restruturazione che non è ancora iniziata. Anche la biblioteca se ne è andata per un crollo. C'è soltanto il Garibaldi, un piccolo palco dove ci si arrangia caparbiamente a fare teatro e qualche proiezione per non fare morire anche il ricordo del cinema.  Il Politeama è una ferita e una metafora per l'intera città che crolla, ma anche per il Paese. L'Italia che doveva essere un grande teatro pubblico. L'Italia condonata e privatizzata. L'Italia snaturata e sequestrata. L'Italia che chiude in attesa di una ristrutturazione che non inizia mai."

lunedì 21 novembre 2011

Centro storico di Carrara II


Può essere utile trattare lo sviluppo urbanistico della città nei secoli.

"Non è documentato se lo spazio occupato dal centro storico della città fosse già incluso nello sviluppo urbanistico che certamente vitalizzò la conca di Carrara in epoca Romana [...] studiosi restringono l'urbanizzazione premedioevale alla sola area di Vezzala e, parzialmente a quella del Cafaggio dove, tra l'altro, sono venuti alla luce i soli ruderi di edifici romani reperiti nella valle a monte.
[...] al fine di sintetizzare le fasi dello sviluppo urbanistico cittadino, non rimane che assumere quale quale base di partenza il tracciato della prima cerchia muraria, costruita intorno al borgo negli anni immediatamente successivi al 1212. [...]

domenica 20 novembre 2011

Sopralluogo: Ferrovia Marmifera II

In questo post si vede invece la tratta che, partendo da dove c'eravamo fermati arriva circa dove Fossola.
In questa tratta si assiste alla maggior invasione della tratta, specie nella zona detta "Hollywood" (per le sue ville di lusso), il percorso della ferrovia è diventato spesso strada di servizio per nuove abitazioni e inglobata nei giardini delle stesse. Non va quindi così male dato che queste modifiche, ad eccezione dei "giardini abusivi", sono sufficientemente compatibili con un percorso ciclopedonale.